Scheda tecnica
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- Cantina
- Carlin de Paolo
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- Regione
- Piemonte
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- Denominazione
- Barbera d’Asti DOCG
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- Annata
- 2025
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- Uvaggio
- 100% Barbera
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- Gradazione
- 13.50%
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- Formato
- 75cl
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- Temperatura
- 18-20 °C
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- Allergeni
- Contiene solfiti
Perché consiglio la Barbera Cursus Vitae
La Barbera è un grande vitigno e produce ottimi vini. A Carlin de Paolo l'attenzione è rivolta alle basse rese, e il vino viene invecchiato per oltre un anno in piccole botti di legno per dargli ancora struttura e maturità. Piacevole e delizioso, facile da bere, grandi aromi, equilibrato. È un vino molto femminile. Ha un tocco delicato ed è un vino gentile ed elegante che si prenderà cura di te dolcemente.
Profilo sensoriale della Barbera
Cursus Vitae una bella Barbera che rispetta la denominazione Docg. Colore rosso, frutto di ciliegia e anice, profumo di prugna con lampone, mora e aromi floreali. Vino non impegnativo ma piacevole, al naso seppur piuttosto erbaceo presenta alcune note floreali, principalmente violetta. Corpo asciutto e medio forse cercando di imitare le vicine uve Nebbiolo, tannini più pronunciati di quelli che ci si aspetta solitamente dall'uva Barbera. In bocca tannini verdi e discreta acidità con conseguente freschezza.
Abbinamenti consigliati e linee guida per il servizio
Vino Barbera con il brasato di carne con polenta ai ferri, Risotto con funghi, al tartufo. Braciole di carne, Pasta fresca e ragù di pomodoro, formaggi dai sapori intensi: Toma, pecorino sardo con sedano e olive nere.
Stappare e decantare prima di servire a temperatura 18 - 20°C in calice Ballon ampio.
La Storia di Carlin de Paolo: Quattro Generazioni di Passione
Il nome della Cantina è un omaggio fiero al fondatore, nonno Carlo (detto "Carlin"), figlio di Paolo. È stato lui a tracciare la strada, coltivando le prime vigne con una filosofia semplice ma rigorosa: ascoltare la natura e assecondare i suoi ritmi. Oggi, la quarta generazione della famiglia raccoglie questa preziosa eredità, unendo il sapere antico alle moderne tecnologie di vinificazione, per portare nel calice l'espressione più pura del terroir piemontese.


























































