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Puglia

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Vino rosso puglia

Quando si acquista un vino rosso pugliese, non si sbaglia mai, in quanto capace di arricchire di gusto anche lo spuntino più semplice a base di pane abbrustolito condito con un filo d'olio extra vergine di oliva.
In Puglia, visto che è la regione italiana con la più elevata produzione vitivinicola, si contano inoltre numerose proposte, alcune delle quali si sono aggiudicate le prestigiose denominazioni come DOC per il Nero di Troia, DOCG Primitivo, IGT Negro Amaro e DOP per Bombino Nero nettare per la produzione dei rosati, la Malvasia e il Moscato di Trani. Quest’ultime uve, negli anni hanno guadagnato il consenso internazionale, invigorendo la ripresa dei vini della Puglia.

Storia dei vini rossi pugliesi

Le origini dei vini rossi pugliesi sono molto antiche e radicate, dato che la loro produzione risale addirittura ai tempi dei Fenici,  alla prima colonizzazione greca fino a Federico II di Svevia con il Nero di Troia Pur Apuliae Rivera, quando delle viti autoctone se ne faceva già ampiamente uso, in quanto, vuoi per le temperature ideali, vuoi per il terreno fertile, sono sempre cresciute rigogliose.
Per tale ragione i prodotti provenienti dalla Puglia non hanno mai registrato alcuna battuta d'arresto, anzi, grazie alle nuove tecnologie, oggi la loro quantità e qualità tende a migliorare sempre più.

Primitivo di Manduria DOC

Il Primitivo è uno dei vini rossi più importanti della Puglia ed è disponibile sia in versione secca che dolce naturale DOCG, la quale contiene ben ottanta grammi di zuccheri per litro.
Quest'ultimo è stata il primo della regione a guadagnarsi la suddetta certificazione.
Si chiama così, in quanto realizzato con l'omonimo vitigno caratterizzato da una rapida maturazione.
Le uve presentano una colorazione scura e intensa, esattamente come i tannini.
Perciò, i vini destinati a diventare Primitivo, richiedono un affinamento all'interno di botti oppure bottiglie per alcuni anni.
Per quanto riguarda invece la zona di produzione, si estende per circa quaranta chilometri, parte dalla zona Est di Taranto e giunge fino al Golfo di Taranto.
Il Primitivo di Manduria è riuscito ad aggiudicarsi la denominazione DOC nel 1974, insieme al Rosso di Cerignola e al Moscato di Trani.
È infine importante citare la gradazione alcolica pari a 14% fino a 19% in volume come il Fuoriclasse di Erario.

Negroamaro Salento IGT

Come fa intuire la parola stessa, il Negroamaro presenta una colorazione rosso intenso, tendente al nero, dovuta alla tipologia uve utilizzate, i cui dolcissimi acini viola scuro sono rivestiti da uno spesso strato di pruina.
Il suo profumo, molto intenso, sprigiona note di tabacco e piccoli frutti a bacca nera, mentre il sapore è asciutto, pieno, rotondo e leggermente amarognolo.
Il tasso alcolico in esso contenuto corrisponde al 12,5-13% in volume.
Parlando della zona di produzione, questa include le aree pugliesi di Lecce, Taranto e Brindisi.
In passato il Negroamaro, grazie all'elevata presenza di zuccheri, veniva usato unicamente per tagliare alcuni vini, ma oggi è sempre più apprezzato al naturale, al massimo con l'integrazione di una piccola parte di Malvasia.

Rosso di Cerignola

Vino dal colore rosso rubino piuttosto intenso, tendente invece al mattone col progredire dell'invecchiamento, che si protrae per almeno due anni all'interno di botti in legno.
All'olfatto offre degli aromi persistenti e intensi con note di sottobosco, balsamiche e di frutti rossi maturi.
Quando viene bevuto, non si può fare a meno di avvertire un'equilibrata corposità, morbidezza e calore.
La sua gradazione alcolica corrisponde al 12,5% di volume, mentre la produzione, oltre a essere circoscritta nella zona di Cerignola, si estende ai comuni dei Cinque Reali Siti precisamente Orta Nova, Stornarella, Stornara, Ordona, Carapelle.
Le uve utilizzate sono infine Uva di Troia (55%), Negroamaro (15-30%) e massimo il 15% di Sangiovese, Montepulciano, Malbec, Barbera oppure Trebbiano.

Come vengono prodotti i vini rossi pugliesi

I vini rossi pugliese, specie se provvisti dei marchi DOC, IGT e DOCG, devono attenersi a determinati disciplinari, i quali determinano periodo di invecchiamento, tipologie di vitigni e quant'altro.
Per esempio, il Primitivo di Manduria viene prodotto solo durante le annate climatiche più stabili, così da permettere alle uve di raggiungere il massimo della maturazione sulla vite e accumulare le percentuali di zuccheri necessarie.

Vini rossi pugliesi e abbinamenti gastronomici

I vini rossi pugliesi camminano di pari passo con numerose ricette e prodotti locali; non a caso diventano uno degli ingredienti protagonisti del tradizionale ragù a base di pomodoro e braciole.
Essi trovano inoltre ampio spazio negli aperitivi, durante i pasti principali oppure semplicemente al termine di questi come vini da meditazione.
Gli alimenti con cui si abbinano meglio sono senza ombra di dubbio quelli di terra come formaggi stagionati, salumi, orecchiette con le cime di rapa, carni rosse alla brace e i dessert come cioccolato fondente e pasta di mandorle.

Come servire un vino rosso pugliese

A seconda della tipologia di vino rosso pugliese che si desidera consumare, la temperatura ideale di servizio può oscillare dai 16°C ai 18°C.
Il medesimo discorso vale anche per il calice, la cui caratteristica forma ha il potere di esaltare tutte le caratteristiche organolettiche della bevanda.
Se si parla del Primitivo di Manduria oppure di Negroamaro Salento IGP Brunera, daranno il meglio di sé quando versati all'interno di calici balloon, il cui fondo particolarmente panciuto (che ricorda appunto la forma di un palloncino) e l'apertura poco distante da quest'ultimo esaltano l'intero bouquet aromatico.

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