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Vino Rosso Toscano

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Dalle origini ai giorni nostri: l'evoluzione del vino rosso toscano


Dalle influenze della civiltà greca passando per il dominio etrusco la vite, che già era presente in Toscana, inizia a essere coltivata e a svolgere un ruolo sempre più importante per quanto riguarda l'agricoltura locale. Dopo aver soddisfatto la crescente domanda interna di deliziosi vini rossi, la Toscana diventa nel corso dei secoli un punto di riferimento anche per il nascente commercio di esportazioni enologiche. Nel dare un forte impulso alla viticoltura e soprattutto alla fama dei vini rossi toscani giocano un ruolo importante dapprima gli ordini monastici e poi le grandi famiglie nobiliari.

Gli antenati di casate come ad esempio i Ricasoli, gli Antinori e i Marchesi Frescobaldi sono fondamentali per conferire struttura e prospettiva a un settore che dal tardo Medioevo conosce un'evoluzione pressoché costante. È proprio verso la fine di un'epoca generalmente considerata buia che viene fatta luce sui primi grandi vini toscani rossi, come si evince dagli scritti che citano il Montepulciano e il Sangiovese. Agli inizi del quindicesimo secolo compare il primo riferimento tuttora noto al Chianti, che viene menzionato in una lettera indirizzata a un mercante di Siena. Dal Rinascimento fino all'epoca barocca il settore conosce una forte crescita grazie all'apprezzamento della Corte dei Papi, presso la quale era possibile trovare i vini di Montepulciano e quelli di Montalcino.

Una data importante per i vini della Toscana è il 1716, anno nel quale Cosimo III de' Medici decreta la nascita delle primissime denominazioni, di fatto indicando le aree di produzione del Chianti, del Carmignano, del Pomino e del Valdarno di Sopra con le relative regole d'applicazione. Nei secoli successivi grazie alle costanti innovazioni che vengono implementate nell'ambito della viticoltura la Toscana diventa un punto di riferimento a livello nazionale. Essa detiene il primato tra le regioni italiane per quanto concerne la velocità di risposta ai danni provocati dalla fillossera verso la seconda metà dell'Ottocento. Ciò si deve alla capacità di attrazione di vini come il Chianti, la cui domanda da parte dei consumatori sostiene fortemente la ripresa del settore. Al giorno d'oggi la Toscana continua a essere un luogo dove le potenzialità della vite vengono esplorate pienamente, come testimonia la nascita dei pregiati e richiestissimi vini rossi Super Tuscan.

Vini rossi toscani: le espressioni di un territorio unico


Una ragione alla base del grande sviluppo vitivinicolo della Toscana si ritrova nelle condizioni pedoclimatiche ideali. La Toscana vanta un paesaggio altamente diversificato al suo interno: la conformazione del punto di vista morfologico infatti è particolarmente complessa e presenta un'alternanza tra zone montuose, pianure spiagge, cave di marmo e molto altro. Ciò risulta nelle tantissime tipologie di substrati diversi, che spaziano dalle terre metallifere del Monte Amiata Olga al galestro delle zone centrali fino alla sabbia della Maremma. Dal punto di vista del clima si ritrovano le stesse differenze tra le varie zone: il microclima di una singola vigna spesso presenta un'unicità che è influenzata dalla distanza dal mare, dall'altitudine, dalla vicinanza dei rilievi e da tanti altri fattori.

Ecco spiegato la grandissima profondità della gamma dei vini toscani, che comprende alcuni dei rossi più pregiati al mondo. La viticoltura toscana, che rappresenta una delle voci più importanti per l'economia locale, viene praticata prevalentemente sulle zone collinari. Nel corso degli anni più recenti sono state individuate zone molto vocate oltre a quelle conosciute da sempre, sulle quali si è progressivamente concentrata la produzione nell'ottica di continuare a migliorare la già riconosciuta qualità dei vini rossi della toscana. In quanto terra di grandissimi rossi, gran parte della viticoltura è dedicata ai vitigni a bacca rossa, tra cui regna incontrastato il Sangiovese.

Le leggende vitivinicole toscane: i grandi rossi

 
La zona più conosciuta, nonché quella probabilmente più rappresentativa della produzione di rossi toscani, è il Chianti Classico. Con un'estensione particolarmente ampia che copre la provincia di Firenze e Siena, è uno dei paesaggi più suggestivi di tutta la Toscana. Quest'area vanta, oltre a moltissime vigne ben curate, la presenza di ulivi, cipressi, lecci e una grande varietà dal punto di vista della fauna. Un gigante enologico come il Chianti si è espanso ben oltre la zona di produzione classica, tanto che oggi viene prodotto in molte denominazioni, compresa quella dei Colli Aretini. Il Chianti e l'enologia italiana procedono di pari passo, raccontando una storia simile. Originariamente infatti il Chianti era conosciuto e distribuito come un vino da pasto che viene commercializzato nel tipico Fiasco di paglia da Cantine Guidi 1929.

Solo grazie alla forte ricerca sulle potenzialità del Sangiovese, il vitigno principale dal quale si ottiene, e delle caratteristiche di ogni zona di produzione, oggi questo prodotto è uno dei più rinomati al mondo. Dal Sangiovese si ricava anche un altro grandissimo vino toscano rosso, ovvero il Carmignano, la cui zona di produzione è molto più ristretta e si trova a nord di Firenze. Nella bellissima località di Montalcino, un antichissimo borgo senese di origine etrusca, si trova una zona di produzione storica. Qui infatti nascono il Brunello e il Rosso di Montalcino. È senza dubbio il primo a occupare un posto di riguardo sul panorama enologico internazionale. Nato da un clone di Sangiovese localmente chiamato Brunello di Montalcino, questo vino rosso intenso e profumato da quasi due secoli riesce a stupire gli appassionati di tutto il mondo.

I vini rossi toscana tra storia, arte e ricerca

Non lontano dal confine con l'Umbria si trova la Val di Chiana che ospita Montepulciano, un borgo di origine etrusca divenuto sinonimo di uno dei vini rossi toscani più apprezzati a livello locale e nazionale. Ricavato sempre dal Sangiovese, vitigno che qui è conosciuto con il nome di Prugnolo gentile, il Nobile di Montepulciano rappresenta una vera e propria eccellenza di questa zona, dove viene prodotto secondo quanto concesso dalla denominazione anche il Rosso di Montepulciano. Sempre in Val di Chiana ma spostandosi verso Arezzo si trovano i rossi di Petraviva, moderne espressioni che oltre ai classici vitigni locali celebrano anche lo straordinario vitigno internazionale Merlot.

È caratterizzata da un enorme valore storico invece la zona di produzione di Pomino, che si trova entro i limiti del comune di Rufina, già citata nell'editto di Cosimo De Medici. Nel corso dei secoli questa zona è riuscita a mantenersi saldamente tra le più rilevanti per la produzione di grandi vini, che includono a partire dai decenni più recenti anche rossi di altissima qualità. Infine, oltre all'ottima Vernaccia, la bella località di San Gimignano nei pressi di Siena si distingue per la produzione di un rosso in cui trovano spazio vitigni come il Merlot, il Pinot Nero e il Syrah.

Vino in Toscana tra tradizione e innovazione


Tra le zone di produzione più recenti e al tempo stesso più rinomate si trova la denominazione di Bolgheri, una località situata nei pressi di Castagneto Carducci che si affaccia sul Mar Tirreno. Qui viene prodotto un vino rosso toscano famoso, ovvero il Sassicaia, progenitore di altri vini meno rinomati ma altrettanto apprezzati. Tutto il territorio della denominazione si è distinto negli ultimi anni per la produzione di vini rossi toscani pregiati, grazie al grandissimo lavoro fatto su un vitigno come il Cabernet Sauvignon. Nell'area della Maremma più verso l'entroterra si concentra invece la produzione di vini rossi di nicchia della doc Sovana.

Spostandosi sempre più verso sud del territorio maremmano si può incontrare una vera e propria istituzione, ovvero il Morellino di Scansano. Questo vino, il cui nome rappresenta un omaggio alla razza di cavalli anticamente impiegata per trainare le carrozze, si ricava prevalentemente da Sangiovese ed è da sempre amato per le note floreali. Tra le realtà che vantano meno eredità storica ma al tempo stesso un enorme potenziale per quanto riguarda la produzione di vini rossi di qualità spicca la Val di Cornia. Situata tra Livorno e Pisa, quest'area che si affaccia sull'Isola d'Elba riesce a dare vita a dei rossi particolarmente interessanti grazie alle caratteristiche del Ciliegiolo, un vitigno che si presta a dare vita a vini molto strutturati e capaci di lunghe evoluzioni.

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