Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa
Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa

Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001 - Bruno Giacosa

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Scheda tecnica

Cantina
Cantina
Bruno Giacosa
Regione
Regione
Piemonte
Denominazione
Denominazione
Barbaresco DOCG
Annata
Annata
2001
Uvaggio
Uvaggio
100% Nebbiolo
Gradazione
Gradazione
14.00%
Formato
Formato
75cl
Temperatura
Temperatura
16-18°C
Descrizione

Perché l'enologo consiglia Bruno Giacosa Barbaresco Rabajà Riserva DOCG 2001

Nel cuore pulsante di Barbaresco dodici ettari e mezzo di terra custodiscono il segreto di una famiglia legata alla vite da generazioni. Questa Riserva nasce dall'anima del cru Rabajà dove una matrice di marne bianche e blu incontra venature di sabbia per donare una complessità minerale senza eguali. Fin dagli anni settanta Bruno porta avanti una filosofia agricola pura bandendo ogni tipo di trattamento sintetico per preservare l'integrità del terreno da vigne vecchie di oltre mezzo secolo prende vita un'opera d'arte liquida prodotta in appena 1.980 rare bottiglie che racchiudono l'essenza più profonda del vitigno Nebbiolo. Il vino riposa per 36 mesi in grandi botti di rovere francese utilizzando il legno nuovo con estrema parsimonia per non sovrastare l'identità del frutto.

Caratteristiche del vino Barbaresco Rabajà Riserva di Bruno Giacosa

Nel calice, si svela un capitolo leggendario delle langhe firmato dal genio di Neive, un nettare prezioso nato in un millesimo magico che incarna la pura essenza del Nebbiolo. Questa celebre etichetta rossa evoca un incontro intimo con la storia del vino, dove la severità monumentale del cru si trasforma in una grazia senza tempo. Lo sguardo si perde in calde sfumature aranciate e granate, preludio visivo di una complessità aromatica impressionante. Profumi balsamici intensi di mentolo e tabacco si intrecciano a frutti scuri maturi, rivelando un bouquet profondo e stratificato che evolve continuamente a ogni respiro. Il sorso avvolge il palato con una trama setosa e una concentrazione straordinaria, sorretta da tannini vellutati e da una vibrante acidità perfettamente fusa nella struttura Un senso di dolcezza naturale e richiami terrosi creano un equilibrio irripetibile, lasciando una persistenza infinita che commuove ed entusiasma i veri intenditori. Questa riserva immortale rappresenta l'apice dell'artigianalità piemontese. Un'esperienza sensoriale esclusiva che ridefinisce il concetto stesso di perfezione enologica.

Abbinamenti consigliati al vino Rosso Piemonte Rabajà Riserva

Un vino rosso di questa statura esige piatti complessi, ricchi di grasso e dalle cotture prolungate. Capaci di reggere l'incredibile struttura e i tannini evoluti della Riserva. Grandi carni della tradizione piemontese. Il brasato al Barolo rappresenta un matrimonio d'elezione, dove la succulenza della carne cotta a lungo si fonde con la freschezza e i richiami terrosi del calice. Il fritto misto alla piemontese offre un contrasto ideale, poiché la vibrante acidità del nettare pulisce perfettamente la bocca dalle note fritte e grasse. La selvaggina da piuma come il piccione ripieno o la pernice esalta le sfumature balsamiche e di sottobosco tipiche di questa memorabile annata.

Creazioni gourmet al tartufo bianco d'Alba: I tajarin ricchi di tuorli d'uovo, mantecati con abbondante burro d'alpeggio e impreziositi da lamelle di tartufo, trovano un equilibrio celestiale con la setosità del sorso. Un risotto alla piemontese con fondo di cottura della carne e una cascata di tartufo bianco crea una sinergia aromatica pazzesca con i sentori terziari della riserva.

Formaggi stagionati di grandissimo pregio: il Castelmagno d'alpeggio a lunga stagionatura contrasta splendidamente la dolcezza naturale e la persistenza infinita di questo cru leggendario. Un pecorino di fossa ben affinato regge il confronto strutturale, regalando un finale di bocca intenso dove sapidità e morbidezza si rincorrono meditazione pura. Questo capolavoro si esprime al massimo anche da solo, sorseggiato lentamente accanto a un camino acceso per godere di ogni singola evoluzione nel bicchiere. Per valorizzare al meglio l'esperienza a tavola, preferite una cucina ricca di elementi grassi ed evitate piatti con tendenze acide o eccessivamente speziate che spezzerebbero l'armonia del Nebbiolo.

La temperatura ideale

Il Rabajà Riserva 2001 di Bruno Giacosa richiede una temperatura di servizio precisa per esaltare i profumi terziari ed evitare l'indurimento dei tannini. Per preservare il vino, è necessaria una posizione verticale della bottiglia 48 ore prima dell'apertura e l'uso di un cavatappi a lame per gestire la delicatezza del sughero.

Per servire una leggenda come il Rabajà Riserva 2001 di Bruno Giacosa, la gestione dell'ossigeno e la scelta del cristallo sono passaggi cruciali per non rovinare un equilibrio ultra-ventennale.

Tempi di decantazione: Trattandosi di un vino strutturato ma estremamente maturo ed evoluto, l'ossigenazione richiede la massima cautela per evitare sbalzi termici o shock aromatici. No al decanter classico da evitare assolutamente, travasare energicamente il vino in un decanter a base larga produce un'ossigenazione così violenta che rischierebbe di svanire i profumi terziari più delicati e volatili in pochissimi minuti.

Apertura anticipata: La soluzione ideale è stappare la bottiglia circa 3 o 4 ore prima del servizio, lasciandola in posizione verticale a una temperatura costante di 16-17 °C. Questo permette un risveglio lento e graduale del bouquet attraverso la stretta superficie del collo della bottiglia.

Travaso di pulizia (se necessario):Poiché un vino del 2001 presenta quasi certamente del sedimento naturale sul fondo, potete effettuare una "scaraffatura" lenta e continua appena prima di servire a tavola, utilizzando una candela o una luce per fermarvi non appena i depositi raggiungono la spalla della bottiglia.

I bicchieri ideali: Il Nebbiolo di questa statura ha bisogno di spazio per esprimersi, ma anche di una struttura che guidi il sorso verso le giuste zone della bocca per valorizzare l'acidità e i tannini vellutati. Calice da grandi rossi (Modello "Burgundy" / Borgogna): Utilizzate un calice dalla pancia molto ampia e sferica, che si restringe leggermente verso l'alto. Questo design offre un'ampia superficie di contatto con l'aria per sprigionare le note balsamiche e di sottobosco, concentrando poi i profumi verso il naso. Spessore del cristallo: Scegliete calici in cristallo purissimo e dal bordo ultrasottile. Questo riduce al minimo l'impatto termico tra il labbro e il vino, esaltando la percezione setosa della trama e della consistenza al palato.

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